Definizione · Ruolo · Regole · Pocket money
Cos'è un au pair?
Risposta breve
Un au pair — in italiano spesso chiamato ragazza alla pari o ragazzo alla pari — è un giovane adulto (di norma tra i 18 e i 30 anni) che vive per alcuni mesi o fino a un anno presso una famiglia ospitante all'estero. In cambio di poche ore di aiuto al giorno con i bambini (di norma 20-30 ore a settimana) riceve l'alloggio, i pasti e un rimborso settimanale o mensile (pocket money). Non è una baby-sitter a tempo pieno: è prima di tutto uno scambio culturale e linguistico, durante il quale l'au pair frequenta spesso un corso di lingua e scopre un nuovo Paese. Ogni Stato fissa le proprie regole d'età, orari e compenso.
Contenuto verificato dall'Equipo Conformità di AuPair Connect · Aggiornato: 08/09/2026.
La definizione di au pair in una frase
L'espressione « alla pari » viene dal francese e significa letteralmente « alla pari, sullo stesso piano ». Questa idea d'uguaglianza è al cuore dell'istituto: né un dipendente né un volontario, l'au pair condivide la vita della famiglia e riceve sostegno sotto forma di indennità di tasca (pocket money), non di stipendio. È uno scambio di servizio e alloggio più che un normale rapporto di lavoro. In Italia, dove non esiste una figura giuridica dedicata all'au pair (diversamente da tutor o colf), si parla ancora di collocamento alla pari o di ragazza alla pari: un accordo privato scritto in cui la famiglia ospitante mette a disposizione una camera e i pasti, mentre l'ospitato si impegna a un aiuto leggero e flessibile con i bambini.
In pratica l'au pair aiuta la famiglia con i bambini e con piccole incombenze domestiche, condivide i pasti, partecipa alla vita di casa e ha tempo libero per studiare la lingua e conoscere il territorio. La durata tipica è di alcuni mesi fino a un anno, con possibilità di rinnovo a seconda delle normative della destinazione.
Ruolo e compiti dell'au pair: cosa fa (e cosa non fa)
L'au pair non è una tata o una governante a tempo pieno. Il suo ruolo è definito: seguire i bambini, portarli a scuola o alle attività, giocare con loro e svolgere piccole incombenze quotidiane (piatti, ordine leggero, aiuto nei compiti). Il carico di lavoro medio è di 2-6 ore al giorno, cioè circa 20-30 ore a settimana a seconda del Paese. Si tratta quindi di un impegno compatibile con uno scambio culturale, non di un'occupazione a pieno regime.
- Baby-sitting e cura dei bambini: vigilanza, giochi, uscite, aiuto nei compiti.
- Piccoli compiti domestici legati ai bambini e al quotidiano della casa.
- Scambio e immersione: pasti in famiglia, partecipazione alla vita casalinga, scoperta della cultura.
- Corso di lingua: in molti Paesi l'au pair deve frequentare un corso della lingua locale.
In cambio la famiglia garantisce una camera singola, i pasti, una piccola indennità e del tempo libero perché l'au pair possa apprendere la lingua e godersi l'esperienza. In Francia, dove molti italiani partono come au pair, la convivenza è regolata da una convenzione di accoglienza e da un libretto pratico di regole di casa: scaricate la guida di benvenuto nella casa del team francese per capire cosa aspettarvi.
Chi può diventare au pair: età, nazionalità e requisiti
Gli au pair hanno per lo più tra i 18 e i 30 anni, normalmente senza figli e spesso single. Il limite d'età superiore varia: può essere di 26, 30 o 35 anni a seconda del Paese di destinazione. Non serve un diploma di puericultura: l'au pair è un giovane che vuole scoprire un'altra cultura e perfezionare una lingua, spesso tra la fine della formazione e l'ingresso nel mondo del lavoro.
Per partire e restare all'estero oltre 90 giorni, i cittadini italiani (membri UE/EEE) non hanno bisogno di un visto per Paesi UE, mentre per le destinazioni extra-UE serve verificare i requisiti del consolato. Chi invece sceglie l'Italia come Paese ospitante si appoggia a un accordo privato di collocamento alla pari: per soggiorni oltre 90 giorni i cittadini extra-UE devono richiedere un visto di lungo soggiorno (tipo D) presso il consolato italiano e chiarire la propria posizione (questura, permesso di soggiorno). Alcune famiglie e piattaforme chiedono esperienza con i bambini, un casellario giudiziale pulito o la patente, ma sono requisiti variabili. Per sapere con precisione chi può partire, partite dalla nostra sezione guide della vita quotidiana e dagli strumenti di confronto in home. Se invece ti interessa un soggiorno di studio in Italia da cittadino brasiliano o colombiano, leggi la guida Studiare in Italia: spiega perché non esiste un visto « au pair » e qual è la via reale oltre i 90 giorni.
Il pocket money dell'au pair in Italia e per Paese
L'indennità di tasca è la contropartita economica fornita all'au pair oltre ad alloggio e pasti. Il suo importo è fissato dalla prassi del Paese di destinazione, non arbitrariamente dalla famiglia. In Italia, dove non c'è uno statuto giuridico dell'au pair, la pratica ammessa e consigliata è di circa 70-150 € a settimana (ossia 280-600 € al mese) per chi è ospitato e sfamato; a titolo indicativo Francia prevede circa 326-391 €/mese (UE/EEE, vitto e alloggio; minimo 320 € fuori UE), Germania intorno ai 280-320 €/mese. Questi valori vanno sempre verificati con le autorità della destinazione e messi per iscritto nell'accordo.
Qualunque sia il Paese, la regola d'oro resta la stessa: mai firmare a voce. Un accordo scritto con orari, compiti, indennità, alloggio e giorni liberi protegge famiglie e giovani da fraintendimenti.
Statuto e inquadramento: accordo, contratto e adempimenti
Lo statuto dell'au pair si basa su un accordo scritto specifico, diverso da un normale contratto di lavoro. In molti Paesi UE una convenzione di accoglienza o un accordo di collocamento alla pari fissa orari, indennità, pasti e alloggio. In Francia il rapporto si formalizza tramite modulo ufficiale e dichiarazione all'Urssaf entro 8 giorni. Le varie modalità di visto differiscono: un cittadino extra-UE/SEE può richiedere in Francia un visto di lungo soggiorno « jeune au pair » (VLS-TS), mentre in Italia una posizione di oltre 90 giorni passa dal visto tipo D e dalla questura.
Verificate sempre gli obblighi legali del Paese di accoglienza prima di firmare. Il team di AuPair Connect pubblica guide verificate per famiglia — vedete anche la sezione guide per la vita quotidiana e il nostro approccio alla sicurezza per capire come tuteliamo profili e accoglienza.
Vantaggi dell'esperienza au pair e cosa offre alle famiglie
Per chi parte come ragazza o ragazzo alla pari è un modo conveniente per vivere all'estero, imparare una lingua in immersione e acquisire una prima esperienza di responsabilità. Per la famiglia ospitante è un supporto flessibile e umano nel quotidiano, una presenza premurosa per i bambini e una vera apertura culturale in casa. È un'esperienza win-win quando viene preparata con cura e onestà.
Per evitare equivoci, mettete tutto in chiaro fin dall'inizio: orari, compiti, ritmo dei pasti, uscite e giorni di riposo. La nostra guida al rematch e alla gestione dei conflitti spiega come affrontare un disaccordo e, se necessario, cambiare famiglia durante il soggiorno.
Domande frequenti sullo statuto di au pair
Che cos'è un au pair, esattamente?
È un giovane adulto che vive per alcuni mesi o fino a un anno presso una famiglia ospitante all'estero e aiuta con i bambini e piccole incombenze in cambio di alloggio, pasti e un pocket money. È uno scambio culturale e linguistico, non un lavoro da baby-sitter a tempo pieno.
Quanti anni bisogna avere per fare l'au pair?
Di norma tra i 18 e i 30 anni. Il limite superiore dipende dal Paese di destinazione, dal quadro legale o dalla piattaforma usata, con massimali che possono arrivare a 26, 30 o 35 anni a seconda dei casi.
L'au pair è considerato un lavoratore dipendente?
In generale no. Lo statuto si basa su un accordo scritto o una convenzione specifica (in Italia un accordo privato di collocamento alla pari), non su un normale contratto di lavoro. La contropartita è un'indennità di tasca e ogni Paese fissa le proprie regole di orario e compenso.
Quante ore lavora un au pair a settimana?
In genere da 20 a 30 ore a settimana (cioè circa 2-6 ore al giorno a seconda del Paese). Questo lascia il tempo libero che l'au pair dedica spesso a un corso di lingua e alla scoperta del territorio.
Au pair, tata o ragazza alla pari: le differenze
L'au pair si distingue da una tata assunta e retribuita: fa riferimento a uno scambio culturale, lavora un numero relativamente inferiore di ore e riceve una indennità di tasca anziché un salario. L'espressione storica « ragazza alla pari » è ancora molto usata, ma l'esperienza è aperta sia a giovani donne sia a giovani uomini. Questa distinzione è essenziale per scegliere lo statuto giusto (convenzione o accordo scritto invece che contratto di lavoro) ed evitare equivoci amministrativi.
Pronti a partire?
Le risorse essenziali per preparare bene il soggiorno da au pair, sia per chi parte sia per chi ospita: