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Guida pratica · Candidati italiani · Francia 2026

Contratto au pair in Francia: la convenzione d’accueil spiegata

In breve

Se sei italiano/a e vuoi fare l’au pair in Francia, non firmi un contratto di lavoro ma una convention d’accueil (modulo Cerfa): fissa l’aiuto a 25 h/semaine (5 h/jour), un argent de poche di 326,25–391,5 €/mese logé-nourri e il giorno di riposo. Da cittadino UE non ti serve un visto: ti serve un documento valido, la TEAM per la salute e — per soggiorni lunghi — l’aggiornamento AIRE. La famiglia dichiara l’accueil all’Urssaf Déclaration d'embauche d'un emploi familial sous 8 jours.

Contenuto verificato dal team conformità AuPair Connect · Francia: Service-Public.fr F13348, Urssaf · Italia: esteri.it (AIRE) · Verificato il 13/09/2026.

Convenzione o contratto? La differenza che cambia le tue tutele

In italiano si dice spesso «contratto au pair», ma in Francia il documento si chiama convention d’accueil. È un accordo di scambio culturale e linguistico, non un rapporto di lavoro subordinato: da qui derivano alcune conseguenze pratiche che un candidato italiano deve conoscere prima di partire. Non c’è un cedolino nel senso classico, non c’è un rapporto di lavoro ordinario, ma esistono obblighi reali di dichiarazione in capo alla famiglia ospitante.

La legge francese distingue storicamente due figure — «stagiaire aide familial étranger» (UE/SEE) e «jeune au pair» (extra-UE) — entrambe basate sulla convention. Il dispositivo è poi esplicitamente distinto dal «salarié au pair» della convention collective dei datori di lavoro domestici. Se vuoi il quadro generale prima dei dettagli, parti da Cos’è un au pair.

Le clausole che non devono mai mancare

  • Identità e date: famiglia ospitante, au pair, inizio e fine del soggiorno.
  • Alloggio: camera singola (indicativamente 9 m² minimi con finestra) e pasti forniti.
  • Argent de poche: 326,25–391,5 €/mese per UE/SEE, logé-nourri.
  • Monte ore: massimo 25 h/semaine e 5 h/jour, solo compiti familiari o domestici.
  • Riposo: almeno un giorno libero a settimana e tempo per il corso di francese.
  • Rottura: condizioni e preavviso in caso di interruzione dell’accueil.

Un punto che riguarda specificamente te: se non parli ancora francese, la convention è lo strumento con cui negozi tempo libero per il corso di lingua. Non è un dettaglio «gentile»: è parte dello scambio. Chiedilo per iscritto.

Partire dall’Italia: cosa serve davvero (e cosa no)

Questo è il punto in cui una guida pensata per un lettore italiano si distingue da una traduzione. Da cittadino dell’Unione Europea che si reca in Francia non ti serve alcun visto, e il documento elencato per i profili extra-UE (VLS-TS «jeune au pair») non ti riguarda.

  1. Documento d’identità valido (carta d’identità o passaporto) per tutto il soggiorno.
  2. Convenzione d’accueil firmata con la famiglia: è il documento centrale del tuo soggiorno.
  3. Codice fiscale italiano: serve per l’identificazione in Italia; in Francia opera il numero di sicurezza sociale / fiscalità francese, ma per i tuoi adempimenti in Italia il CF resta il riferimento.
  4. Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM): richiedila alla tua ASL prima di partire; copre le cure necessarie durante il soggiorno.
  5. AIRE: se trasferisci la residenza all’estero (oltre 12 mesi), l’iscrizione è un obbligo e si richiede via portale consolare Fast-It, con aggiornamento entro 90 giorni dal trasferimento.

Attenzione a non confondere i piani: il visto è un tema dei candidati extra-UE, mentre per te i veri adempimenti sono anagrafici (AIRE) e sanitari (TEAM / copertura). Se il tuo soggiorno resta sotto i 12 mesi, l’iscrizione all’AIRE non è dovuta: è il caso, tipico, del periodo estivo.

Il ruolo dell’Urssaf: cosa fa la famiglia (non tu)

La dichiarazione dell’impiego familiare è un obbligo della famiglia, non dell’au pair: va fatta all’Urssaf Déclaration d'embauche d'un emploi familial sous 8 jours. Le cotisations sono calcolate su una base forfettaria (13× Smic orario a settimana o 56× al mese), con regime general e Ircem. Capirlo ti serve per una ragione molto concreta: se una famiglia ti propone un accordo «in nero» o ti chiede di pagare tu i contributi, il quadro non è in regola. Il plafond orario resta 25 h/semaine (5 h/jour) qualunque sia l’importo.

Fisco italiano: cosa sapere prima di partire

L’argent de poche di uno scambio culturale è modico e, nei limiti dei minimi, non è un reddito da lavoro nel senso ordinario. Questo non significa «nessun pensiero fiscale»: la residenza fiscale può spostarsi se resti all’estero per la maggior parte dell’anno, e al rientro la posizione va ricostruita. Per il caso concreto (durata, rientro, eventuali altri redditi) fai verificare la tua situazione da un CAF o patronato prima della partenza, non dopo. Trovi il quadro delle somme nella nostra guida all’argent de poche in Francia.

TEAM, protezione sanitaria francese e polizza: tre cose diverse

È un punto che riguarda solo il candidato italiano e che raramente viene spiegato bene. La TEAM copre l’assistenza sanitaria durante il soggiorno temporaneo. La protezione sanitaria francese (assurance maladie / carte Vitale) è il sistema a cui puoi iscriverti se il soggiorno si prolunga. La Tessera Sanitaria / iscrizione al SSN italiano resta il tuo riferimento per il rientro. E la polizza privata copre ciò che i primi due non rimborsano: franchigie, spese non coperte, assistenza e rimpatrio. Non sono alternative tra loro: sono livelli che si sommano.

Un errore frequente è pensare che la sola TEAM basti per un anno intero. In realtà, man mano che il soggiorno si allunga cambiano sia l’accesso alle cure sia le procedure amministrative. È per questo che, per un anno all’estero, conviene informarsi prima di partire su copertura sanitaria per chi vive all’estero e verificare con la famiglia quali strumenti ha già attivato. Il dettaglio operativo è nella guida all’assicurazione au pair in Francia.

Previdenza e rientro: continui a valere in Italia?

Un soggiorno au pair non è un rapporto di lavoro subordinato francese, quindi non crea una posizione contributiva ordinaria in Francia: di conseguenza non «perdi» nulla che non sia già tuo. Ma il periodo all’estero conta per la tua carriera contributiva italiana solo in casi specifici (contribuzione volontaria, riscatto della laurea, ricongiunzione di periodi già coperti). Non inventare regole: fatti guidare da un patronato o CAF sulla tua situazione concreta.

I regolamenti europei di coordinamento totalizzano i periodi assicurativi maturati nei diversi Stati per il calcolo della pensione: se un domani lavorerai anche in Francia o altrove nell’UE, i periodi non si perdono ma si sommano. Documenta tutto (convenzione, date, eventuali contratti successivi) e conserva le attestazioni: sono la tua prova al momento del rientro.

Leggere una proposta di convenzione: un esempio concreto

Immagina una famiglia di Lione che ti propone 30 ore a settimana e 300 € al mese «tutto compreso». Tre segnali da non ignorare: le 30 ore superano il plafond legale di 25 h/semaine (5 h/jour), i 300 € sono sotto il minimo UE/SEE (326,25–391,5 €/mese vitto e alloggio inclusi) e non viene citata la dichiarazione all’Urssaf. Una convenzione così non è conforme e ti espone, oltre alla famiglia. La risposta corretta non è trattare al ribasso, ma riportare i numeri nei limiti di legge: ridurre le ore, allineare l’argent de poche ai minimi e mettere per iscritto chi dichiara l’impiego.

All’opposto, una proposta conforme indica lo status (per te stagiaire aide familial étranger), l’importo dell’argent de poche entro la forchetta ufficiale, il numero di ore entro il plafond, almeno un giorno di riposo a settimana e il tempo dedicato al corso di francese. Se manca uno di questi elementi, chiedilo prima di firmare: è più semplice correggere una convenzione che gestire un problema dopo la partenza. Il modello annotato campo per campo è nella risorsa modello di contratto au pair in Francia.

Dove trovare una famiglia in Francia

Dopo aver chiarito il quadro legale, il passo successivo è incontrare famiglie che rispettino la convention. La nostra piattaforma ti permette di creare un profilo verificato e di parlare direttamente con le famiglie francesi; per l’orientamento generale vedi la sezione guide e la pagina chi siamo.

Continua a prepararti: le guide collegate

La convenzione è il primo tassello. Prima di partire completa il quadro con le altre guide dedicate ai candidati italiani e con gli strumenti pronti all’uso.

Domande frequenti (candidati italiani)

Serve un contratto di lavoro per fare l’au pair in Francia?

No. In Francia l’accueil au pair non si regge su un contratto di lavoro subordinato ma su una convention d’accueil (modulo Cerfa). È un patto di scambio culturale: la famiglia ospita e corrisponde un argent de poche, non un salario.

Da cittadino italiano mi serve un visto per andare au pair in Francia?

No. Italia e Francia sono entrambe nell’UE: il diritto di libera circolazione copre il soggiorno senza visto. Serve invece un documento d’identità valido e, per soggiorni superiori a 3 mesi, la registrazione/iscrizione consolare secondo le regole applicabili. Il VLS-TS «jeune au pair» riguarda solo i cittadini extra-UE.

Quante ore si può lavorare e quanto è l’argent de poche?

La convention fissa un aiuto familiare plafonato a 25 h/semaine (5 h/jour) e un argent de poche di 326,25–391,5 €/mese per i cittadini UE/SEE, logé-nourri (vitto e alloggio). Resta distinto da un salario e non genera un normale cedolino.

Devo dichiarare qualcosa all’INPS o all’AIRE prima di partire?

Se ti iscrivi all’AIRE (trasferimento di residenza all’estero superiore a 12 mesi) la posizione anagrafica si aggiorna tramite il portale consolare Fast-It entro 90 giorni. L’Italia coordina previdenza e salute con la Francia tramite i regolamenti UE; per il rientro e il fisco conviene verificare con un patronato o CAF prima della partenza.

Cosa devo fare per la salute una volta in Francia?

Puoi usare la Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM) per le cure necessarie durante il soggiorno; per restare più a lungo, l’iscrizione alla protezione sanitaria francese o un’assicurazione privata completano la copertura. Chiedi la TEAM all’ASL prima di partire.

La famiglia deve dichiarare l’accoglienza all’Urssaf?

Sì: la famiglia dichiara l’impiego familiare all’Urssaf Déclaration d'embauche d'un emploi familial sous 8 jours, come per un rapporto di lavoro domestico. Le cotisations sono a carico della famiglia, su base forfettaria (13× Smic/settimana o 56×/mese), con regime general e Ircem.

Cosa succede se la convenzione è incompleta o non è dichiarata?

Una convenzione senza le menzioni obbligatorie (ore, argent de poche, giorno di riposo) o un’accoglienza non dichiarata all’Urssaf non sono conformi. Il rischio è duplice: la famiglia si espone a contestazioni, e tu perdi le tutele legate allo status au pair. Il rimedio è semplice: riportare i numeri nei limiti di legge e mettere per iscritto chi dichiara l’impiego prima di firmare.

Devo firmare una convenzione anche per un soggiorno breve?

Sì. Anche un’estate di uno o tre mesi richiede una convenzione scritta con date precise: è ciò che rende esigibili vitto, alloggio, argent de poche e tempo libero. Per i soggiorni brevi il quadro fiscale e anagrafico è più leggero (l’AIRE non serve sotto i 12 mesi), ma il documento resta obbligatorio. Trovi il dettaglio nella guida dedicata all’au pair d’estate.